1er Grand Cru classé, Saint-Émilion
Jacques Kanon, marinaio e corsaro del re, acquistò questo castello nel 1760. La lettera “K” nel nome venne presto sostituita da una “C”, la qual cosa appare come un disegno del destino, visto che attualmente la proprietà appartiene alla marca del lusso Chanel. Gestito per due secoli dalla famiglia Fournier, dal 1996 gli uomini d’ affari Alain e Gérard Wertheimer lo hanno rilevato e completamente ristrutturato.
Una casa dal fascino antico: scale di pietra, legni preziosi e una galleria sotterranea -interamente scavata nel sottosuolo- rendono questa dimora un sogno privilegiato. Oggi il merlot rappresenta oltre il 60 % dell’area vitata, e la magnifica posizione nel cuore del villaggio pongono Château Canon ai vertici qualitativi della denominazione. Ventiquattro gli ettari vitati, collocati su un terreno argillo-calcareo.
L’architetto di fama mondiale Peter Marino nel 2015 ha ridato splendore alla dimora; allo stesso tempo Nicolas Audebert, ex enologo di Cheval des Andes ha affiancato John Kolasa al timone del comparto agrario.
Millesimo 2022
L’assemblaggio di Merlot al 74% e di Cabernet Franc al 26% segue a una vendemmia manuale con selezione fatta altrettanto a mano; la vinificazione è parcellare e, dopo la malolattica, l’affinamento avviene in barrique nuove di quercia francese per 18 mesi.
Il vino di Canon ha un colore rosso carminio intenso; il naso è fresco ed elegante, con un bouquet fruttato di ciliegie marasche.
In bocca il terroir è molto presente, preciso e vibrante. I tannini sono setosi e ben fusi, si sviluppano con una grassezza carnosa, rivelatrice di un millesimo di razza. L’annata 2019 sa quindi combinare la morbidezza alla ricchezza aromatica, tendendo a un equilibrio piuttosto generoso.
