Château Carbonnieux Blanc 2023

Grand Cru Classé
Pessac-Léognan – Graves

I primi vigneti di grande livello sono sorti agli inizi del 1400 nella zona a sud di Bordeaux, nella regione del Graves; in quest’area lo scorrere della Garonna ha consentito nel corso dei secoli la formazione di un terroir caratterizzato dalla presenza di ghiaia, argilla, calcare e sabbia.

Carbonnieux prende il nome da una famiglia probabilmente di ceppo latino di nome Carbonius; verso il 1500 e per quasi due secoli, sarà la famiglia Ferron a detenere questo splendido castello. Nel 1740 la proprietà della tenuta viene ceduta ai monaci dell’abbazia di Saint-Croix de Bordeaux: grazie al talento dei benedettini il vino acquista fama mondiale, deliziando la sua etichetta con il simbolo del cammino di Santiago de Compostela.

Diventa il vino preferito anche dal sultano degli ottomani, il quale lo denomina ‘acqua minerale di Carbonnieux’; Thomas Jefferson, futuro presidente degli Stati Uniti, nel 1787 lo definisce un vino da odalische, e a Carbonnieux pianta inoltre una noce d’America che dopo oltre due secoli troneggia ancora nel parco della proprietà. Nel 1956 lo Château viene acquistato da Marc Perrin, cui oggi sono succeduti i figli Eric, Christine e Philibert.

Sono oltre 170 gli ettari, di cui 92 vitati per metà a Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, e il restante in bianco.

Millesimo 2023

Di colore giallo verdolino tenue con riflessi argentei, al naso rivela aromi floreali di lillà, caprifoglio e dragoncello, quindi note fruttate di mela, uva spina, scorza di limone, pompelmo e frutto della passione. La paletta aromatica è piuttosto intensa, e così la ricca concentrazione di profumi. Man mano che il vino evolve, rivela una trama al contempo fresca e rotonda, un’acidità deliziosa che ne mantiene intatta tutta la succosità. Al palato è saporito e delicato, piacevolmente morbido e setoso. Il finale è croccante, salino, persistente e minerale.

L’assemblaggio unisce il Sauvignon Blanc al 68% con il Sémillon al 32%, affinato per dieci mesi in barili bordolesi con un 25% di fusti nuovi. I vitigni si estendono su una superficie di 42 ettari, gestiti secondi i principi della cosiddetta agricoltura ragionata.