Château d’Issan 2022

3ème Grand Cru Classé
Margaux

Le origini del castello rimontano al territorio feudale di La Mothe-Cantenac, all’interno del quale era ricompreso nel XII secolo.

Dopo vari passaggi di mano e trasmissioni tramite matrimoni o eredità, la proprietà giunge nel 1575 alla famiglia Essenault, la quale vi rimane per cinque generazioni, e rinomina la struttura contraendo il cognome di ‘Essenault’ in ‘Issan’.

La reputazione del vino precede di molto il prestigioso riconoscimento all’interno della classifica bordolese del 1855: è infatti questo nettare a essere servito in tavola il 18 maggio 1152, durante il matrimonio di Eleonora d’Aquitania con Enrico Plantageneto, futuro re d’Inghilterra. Nel XV secolo, a dispetto di una fuga precipitosa, gli inglesi sconfitti nella battaglia di Castillon non mancano di svuotare completamente le cantine del castello del suo vino ricercato.

Gli elogi per Issan giungono anche da Labadie, padre dei broker bordolesi, e dall’allora ambasciatore statunitense Thomas Jefferson. Divenuto poi il vino preferito dell’imperatore Francesco Giuseppe, lo Château d’Issan viene invitato alla corte d’Austria. E’ proprio il sovrano a coniare il motto della tenuta, che campeggia a tutt’oggi sull’etichetta del vino: “Regum mensis aris que deorum”, ovvero ‘per la tavola dei re e l’altare degli dei’.

Il castello soffre l’abbandono dopo la rivoluzione francese e tra le due guerre mondiali, ma conosce nuova luce a partire dal 1945 grazie alla famiglia Cruse, quindi dal 2012 con la partnership suggellata con la famiglia Lorenzetti.

Il castello si sviluppa oggi su 59 ettari di terreno che si estendono tra Margaux, l’Haut-Médoc e Bordeaux.

Millesimo 2022

È il Cabernet Sauvignon a dominare il blend al 65%, seguito dal Merlot al 30%, con piccole percentuali di Cabernet Franc (2%), Malbec (2%) e Petit Verdot (1%).

L’annata ha visto temperature estive torride e piogge limitate, con una vendemmia iniziata e conclusa interamente nel mese di settembre; in precedenza era accaduto appena due volte, con i millesimi 2003 e 2011.

Gli acini hanno raggiunto una notevole maturità polifenolica, e la vinificazione ha luogo per la prima volta nella nuova cantina con 16 micro-cisterne di acciaio.

Intense nuance di frutti neri, profondità aromatica, equilibrio e tannini ben definiti rappresentano il quadro principale di quest’annata, concretamente visibili nel colore vibrante del vino, la sua vellutata potenza e una magnifica concentrazione. Non sono in pochi a definirlo il miglior millesimo mai prodotto al castello.