Château Monbousquet 2020

Grand Cru Classé di Saint-Émilion

Ci troviamo sulla riva destra, nel comune di Saint-Sulpice-de-Faleyrens: la tenuta di Monbousquet risale al tardo sedicesimo secolo, giunge ai signori di Château Figeac due secoli più tardi e si avvia alla produzione di vino solo all’inizio del XIX secolo, quando il conte di Vassal-Montviel espande la struttura ai 32 ettari attuali, impiantandoli a vigne di Merlot, Cabernet Franc e Cabernet Sauvignon.

Per la fama del vino si devono tuttavia attendere gli anni ’50; i passaggi di mano proseguono sino agli anni ’90, quando Monbousquet entra a far parte delle proprietà dell’imprenditore Gérard Perse, detentore anche di Château Pavie, Château Pavie-Decesse e Château La Clusière. Si tratta di una scelta che fa fare a questo Château l’atteso salto di qualità, con un rinnovamento totale delle vigne, dei locali e delle cantine, oltre a dotazioni avanzate per le strumentazioni enologiche.

La denominazione di Grand Cru Classé giunge con la classificazione di Saint-Émilion del 2006; oggi nei 35 ettari di Monbousquet si producono circa 35.000 bottiglie all’anno, unitamente a una più ridotta quantità sulla versione bianca vitata su un ettaro della proprietà: è lo Château Monbousquet Bordeaux Blanc.

Millesimo 2020

L’idea di un vino bianco nasce nel 1994 quasi come una scommessa, in occasione di una visita dell’enologo Michel Rolland: perché non provare a dimostrare che anche il terroir di Saint-Émilion può produrre un grande vino bianco secco? Dopo la messa a dimora di Sauvignon Blanc, Sauvignon Gris, Sémillon e Muscadelle nella parcella “La Gravière” e tre anni di paziente lavoro, la riuscita del progetto mostra allettanti prospettive, che evolvono di anno in anno.

Sauvignon Blanc al 62%, Sauvignon Gris al 38% caratterizzano la precoce annata 2020, che dopo un’estate calda e secca fa giungere rapidamente le uve a maturazione. L’affinamento avviene per sei mesi, per un quarto in acciaio e per la restante parte è equamente ripartita tra fusti di quercia nuovi e di secondo passaggio.

Esuberanti note di pera, lime, pesca bianca e frutti tropicali si aprono immediatamente nel bicchiere, svelando poi un vino bilanciato al palato, pulito e rinfrescante. Di fine mineralità e con un discreto accenno salino, esso sprigiona una notevole energia nel suo bel finale.