Château Haut Brion

Premier Grand Cru Classé

Il territorio era già noto in epoca romana, grazie al rinvenimento di una moneta romana risalente all’epoca dell’Imperatore Claudio.

Nel 1521 è riconosciuto come Cru grazie alla preziosa opera svolta da Jean de Pontac; alla sua morte, avvenuta a 101 anni il 5 aprile 1589, egli possedeva metà della superficie vitata attuale del bordolese. Nel corso di una così lunga vita attraversa ben 5 regni: Luigi XIII, Francesco I, Enrico II, Carlo IX,  Enrico. Da M.eur Fumel a Tayllerand, lo Château ha visto personalità straordinarie avvicendarsi alla sua testa, e ambasciatori del gusto quali Thomas Jefferson.

Nel 1934, il banchiere newyorkese Clarence Dillon visita Haut-Brion e ne decide l’acquisto nel 1935. Giunto alla quarta generazione, lo Château è condotto oggi dal Principe Roberto di Lussemburgo.

Il vigneto si estende su 51 ettari vitati dei quali 48 a bacca rossa (Merlot Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc) e tre a bacca bianca (Sémillon e Sauvignon).

Millesimo 2018

E’ senza ombra di dubbio una delle annate più grandi e meglio riuscite di sempre per il castello: spettacolare e potenzialmente perfetta, spesso paragonata al leggendario 1989 per la sua potenza, la profondità e il potenziale di resa nel tempo.

Di colore granato profondo, il millesimo vede un blend di 49,4% Merlot, 38,7% Cabernet Sauvignon e 11,9% Cabernet Franc. Necessita di una buona roteazione nel bicchiere prima di iniziare a svelare una complessa melodia di note, una alla volta e una dietro l’altra: terra arata, rocce sbriciolate, prugna e liquirizia pronunciata, tartufo. Si avverte poi un affascinante crescendo di olio di rosa, mirtilli selvatici, kirsch, cannella, tartufo, gelatina di ribes rosso, funghi freschi, guscio d’ostrica, tabacco e fiori secchi, nell’ambito di una struttura di pieno corpo, opulenta, raffinata, levigata e vellutata, capace di infondere un senso pieno di potenza. Evolve fresco e speziato, tende a un finale piacevole ed energico, di una lunghezza epica e ricolma di scintille minerali.

Da bersi dal 2025 in poi, per goderne per i prossimi 40 anni almeno.