Château Marquis d’Alesme 2022

3ème Grand Cru Classé
Margaux

Le prime tracce della proprietà risalgono al XVI secolo, risulta pertanto essere una delle più antiche di Bordeaux; al nome originario di Château Marquis d’Alesme venne aggiunto anche il ‘Becker’ a inizio ‘800, a seguito dell’acquisto della struttura da parte del mercante olandese Jean Bekker Terrlink. I decenni successivi vedono l’avvicendamento di diversi proprietari, fino all’arrivo nel 2006 del magnate Hubert Perrodo, che riesce ad acquisirne i vigneti, ma non il castello. La famiglia Perrodo, che già possiede anche Château Labégorce, ha insufflato un’aria del tutto nuova a Marquis d’Alesme, avviando notevoli trasformazioni in vigna e in cantina per aumentare la qualità dei vini e modernizzare l’intera struttura.

Oggi la figlia di Perrodo, Nathalie Perrodo-Samani, continua a portare avanti i valori di famiglia innestando al contempo una filosofia audace e innovatrice: sotto il suo impulso e l’eredità della cultura al contempo orientale e occidentale della famiglia, vengono portati avanti lavori faraonici per adottare una rinnovata impronta di modernità.

Dal 2016 il vigneto è certificato biologico, si tratta di 15 ettari vitati a Cabernet Sauvignon per il 63%, 30% a Merlot, 5% di Cabernet Franc e 2% Petit Verdot; l’età media delle viti è di 30 anni.

Millesimo 2022

A Marquis d’Alesme il terroir è costituito in prevalenza da argilla e ghiaia, con alcuni inserti circoscritti di marna e calcare. Grazie a un’annata a dir poco straordinaria, ne esce un vino fresco e inebriante, sottile e aromatico. Al naso è fortemente espressivo, di ciliegie e cioccolato, rose e liquirizia, scorza d’arancia e moka. L’attacco in bocca è fruttato e carnoso, fonde una tenuta solida a un frutto croccante, avvolto in tannini sottili e persistenti. Speziato, voluttuoso e succulento, evolve ancor più piacevolmente di quanto non evocasse durante la degustazione en Primeur. Il finale è delicatamente speziato, con un tocco di cacao amaro.

La cantina del castello presenta un’estetica che mescola una struttura architettonica di gusto italiano a un decoro interno di matrice orientale; la malolattica si ha per metà in barrique, l’affinamento avviene in media per 18 mesi con fusti nuovi al 50%. Il blend unisce Cabernet Sauvignon per il 63% al 30% di Merlot, 5% di Cabernet Franc e 2% Petit Verdot; da bersi dal 2027 e sino al 2055 almeno.