Château Rauzan-Ségla 2023

2ème Grand Cru Classé
Margaux

La storia dello château inizia nel 1661 per opera di Pierre des Mesures de Rauzan, il quale è stato anche amministratore di Château Margaux. Nel corso della Rivoluzione Francese il castello assume il nome di Rauzan-Ségla, grazie al matrimonio avvenuto tra le famiglie Rauzan e Ségla.

Già al tempo della celeberrima classificazione del 1855, l’antica tenuta di Rauzan risulta suddivisa nelle quattro proprietà di Château Rauzan-Gassies, Château Rauzan-Ségla, Château Desmirail e Château Marquis de Terme; ciò non pregiudica affatto l’assegnazione del grado di Deuxième Grand Cru Classé.

Rauzan-Ségla confluisce quindi nelle mani della famiglia Durand-Dasier, poi in quelle della famiglia Cruse, in entrambi i casi vi rimane a lungo; nel 1994 è l’avvento della famiglia Wertheimer, azionista di riferimento del gruppo di lusso Chanel, a spingere per innalzare costantemente la qualità del vino. Gli investimenti si succedono allora copiosi e importanti, e le vigne beneficiano inoltre di un team tecno-enologico condotto da David Orr e John Kolasa, provenienti entrambi da Château Latour. Nel 2014 Nicolas Audemert subentra a Kolasa, dopo il pensionamento di quest’ultimo.

La struttura si estende oggi su ben 70 ettari vitati tra i più belli di Margaux, rispetto ai 51 di cui il castello disponeva nei primi anni successivi al riscatto della proprietà da parte di Chanel. Nel 2011, per festeggiare i 350 anni della tenuta, è stata inoltre realizzata una etichetta speciale a firma del famoso stilista Karl Lagerfeld.

Tutti i settanta ettari della tenuta, frazionati in parcelle, sono certificati biologici dal 2023; sono impiantati per il 61% a Cabernet Sauvignon, 35% a Merlot e un residuale 4% equamente spartito tra Cabernet Franc e Petit Verdot.

Millesimo 2023

Il vino si presenta in una mano di ferro avvolta nel velluto: pudore e delicatezza toccano il cuore del degustatore in profondità.

Le rese di quest’annata sono si presentano piuttosto basse a causa del mildiou (peronospora), e si attestano sui 30 ettolitri per ettaro; anche per questo l’assemblaggio fonde Cabernet Sauvignon all’85% con una minor parte di Merlot per il 13,5% e Petit Verdot per il residuale 1,5%. Il vino affina poi per diciotto mesi in fusti di quercia, nuovi per metà.

Una luminosità abbagliante di color violetto attraversa il bicchiere, al naso la complessità assume poi il suo fattore moltiplicativo e sfaccettato, esibendo aromi di ciliegie e cassis, liquirizia, canfora, trucioli di grafite, pepe di Sichuan e guscio di ostrica. Al palato è un vino di medio corpo dai tannini dolci e finemente integrati, un cuore fruttato e una vivace acidità; sofisticato come una donna di classe inarrivabile, è deciso a lasciarsi sedurre da chi saprà essere tenace nel corteggiamento.

Termina con un finale intenso, lungo e fragrante, speziato e penetrante. Da bersi dal 2030 al 2053 almeno.